Riflessioni di un pioniere del saving industriale

In questi giorni si è tenuta Key Energy a Rimini, evento di grande rilevanza per chi opera nel mondo dell’efficienza energetica e della sostenibilità. Ho voluto partecipare ad alcuni dei seminari focalizzati sull’efficientamento e il saving nei processi industriali.

Per quanto mi riguarda, come titolare di una micro azienda, nata artigiana e oggi società, mi sento di dire con orgoglio di essere stato un pioniere nell’affrontare il tema del saving energetico in ambito industriale.
Fin dall’inizio, mettersi a confronto con processi produttivi consolidati, con chi li gestisce e con chi li ha progettati, è stata una sfida importante. Una sfida che, col tempo, mi ha dato conferma che efficientare è possibile, anche dove sembrava non esserci margine.

Sono profondamente consapevole che molte persone e aziende hanno bisogno di ricevere informazioni corrette e concrete su come utilizzare al meglio le fonti energetiche.
Già nel 2010, forse in maniera visionaria rispetto ai tempi, ho creduto fortemente che il mio impegno nel “saving” potesse fare la differenza, in un’epoca ancora profondamente segnata dal consumismo e dallo spreco.

Quello che mi ha guidato in questo percorso è stata una metodologia “sartoriale”, cucita addosso alle reali necessità dei processi industriali dei miei Clienti. Oggi posso dire che proprio questo approccio ha permesso una crescita produttiva concreta.
E se non ci fossero i numeri a dimostrarlo, a volte fatico a crederci io stesso.
Ripenso a quando da bambino, con ingenuità ma forse anche con spirito pratico, portavo a mia madre l’acqua calda raccolta dal tubo di irrigazione rimasto al sole. Forse, inconsapevolmente, già allora avevo intuito che ogni risorsa ha un valore, se solo impariamo a vederlo e a sfruttarlo con intelligenza.

Efficientare è possibile, e oggi più che mai, necessario.

Carlo Minozzi

CM Tecnologie srl 09.03.2025

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